Approccio della soglia di allarme tossicologico: nuove linee Guida di EFSA

Threshold_Toxicological_Concern
L’EFSA ha pubblicato nuove linee guida per l’applicazione della metodica della soglia di allarme tossicologico (TTC) alla valutazione della sicurezza degli alimenti. Le linee tengono conto dei più recenti sviluppi scientifici in campo e sono state messe a punto grazie anche a una consultazione pubblica con i portatori di interesse accreditati presso l’EFSA.
Sono intese come ausilio per gli scienziati EFSA nell’applicazione della metodica TTC quale strumento di analisi e definizione delle priorità nella valutazione della sicurezza di sostanze chimiche, laddove i dati sui pericoli (tossicologici) siano incompleti e la stima dell’esposizione umana possa ritenersi bassa. È importante sottolineare che l’approccio TTC non è applicabile quando esistono dati specifici alla sostanza o quando tali dati sono richiesti ai sensi della legislazione UE.

Consulta il documento: Guidance on the use of the Threshold of Toxicological Concern approach in food safety assessment

Contesto

Grazie all’affinamento dei metodi di analisi è possibile rilevare un sempre maggior numero di sostanze in alimenti e mangimi, anche se presenti a concentrazioni basse o bassissime. Per molte di tali sostanze, tuttavia, i dati tossicologici sono scarsi o assenti, mentre è sempre più importante valutare il potenziale impatto sulla salute di tali sostanze in traccia, un tempo non individuabili. Purtroppo non sempre è possibile generare dati tossicologici per ogni singola sostanza presente nella dieta.

E’ stato dunque sviluppato il cosiddetto “approccio della soglia di allarme tossicologico” (Threshhold of Toxicoloclica concern o TTC in breve) per valutare, da un punto di vista qualitativo, il rischio associato a sostanze presenti nella dieta in quantità infinitesimali. L’approccio può essere impiegato cioè nella valutazione iniziale di una data sostanza, per decidere se occorra compiere una valutazione completa dei rischi o meno. Il metodo può anche essere utilizzato per stabilire una scala di priorità tra sostanze chimiche che ingenerino bassa esposizione, ma richiedano maggiori dati, anziché tra sostanze che non si presume causino rischi apprezzabili per la salute umana.

Fonte: EFSA.

Pavia, 9 giugno 2019.

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