I pittogrammi CLP, spiegati bene

I nove pittogrammi di pericolo del regolamento CLP

KEY POINTS

  • Il regolamento europeo sulla classificazione e l’etichettatura delle sostanze chimiche (CLP) usa nove pittogrammi, codificati da GHS01 a GHS09 e identici a quelli del sistema delle Nazioni Unite: un simbolo nero dentro un rombo bordato di rosso.
  • Alcuni pericoli non hanno pittogramma: le classi introdotte nel 2023, come gli interferenti endocrini e le sostanze persistenti e bioaccumulabili, si riconoscono dall’avvertenza e dalle frasi supplementari europee, obbligatorie per le sostanze già in commercio dal 1° novembre 2026.
  • Con il pacchetto europeo di semplificazione Omnibus VI, approvato dal Parlamento il 22 ottobre 2026, i pittogrammi avranno misure minime in millimetri e le pubblicità al pubblico dovranno mostrare il pittogramma o l’avvertenza, indicativamente da metà 2028.

Sull’etichetta di un detersivo, di una vernice o di una bombola di gas, il pittogramma di pericolo è la prima cosa che si vede: un rombo dal bordo rosso con un simbolo nero al centro. Nell’Unione europea i pittogrammi sono nove e li fissa il regolamento (CE) n. 1272/2008, detto CLP dalle iniziali inglesi di classificazione, etichettatura e imballaggio, che dal 2009 applica in Europa il Sistema mondiale armonizzato delle Nazioni Unite (GHS). Ogni pittogramma ha un codice da GHS01 a GHS09 e corrisponde a uno o più tipi di pericolo, come l’esplosività, l’infiammabilità o la tossicità.

Il pittogramma però non viaggia mai da solo. Accanto compaiono di norma l’avvertenza («Pericolo» per le categorie più gravi, «Attenzione» per le altre) e le indicazioni di pericolo, le cosiddette frasi H. Ogni frase H descrive il rischio con un codice e un testo standard: H225, per esempio, significa «Liquido e vapori facilmente infiammabili». I pittogrammi del CLP hanno preso il posto dei vecchi simboli quadrati su fondo arancione per le sostanze dal dicembre 2010 e per le miscele dal giugno 2015. Dal 1° giugno 2017 anche le scorte con le vecchie etichette sono uscite dal mercato.

GHS01, la bomba che esplode

Pittogramma CLP GHS01, bomba che esplode

La bomba che esplode segnala il pericolo di esplosione. Il CLP la assegna agli esplosivi instabili e a quelli delle divisioni da 1.1 a 1.4, come fuochi d’artificio e munizioni, con le frasi da H200 («Esplosivo instabile») a H204 («Pericolo di incendio o di proiezione»). La bomba compare anche sulle sostanze autoreattive e sui perossidi organici di tipo A e B, che possono esplodere se riscaldati (frasi H240 e H241).

GHS02, la fiamma

Pittogramma CLP GHS02, fiamma

La fiamma è il pittogramma più diffuso sui prodotti di uso comune, perché copre quasi tutti i pericoli di incendio. Il simbolo riguarda i gas infiammabili delle categorie 1A e 1B, gli aerosol infiammabili delle categorie 1 e 2, i solidi infiammabili e i liquidi infiammabili, dalla frase H224, «Liquido e vapori altamente infiammabili», alla H226, «Liquido e vapori infiammabili». Lo stesso pittogramma vale per le sostanze piroforiche e autoriscaldanti, per quelle che a contatto con l’acqua liberano gas infiammabili, per autoreattivi e perossidi organici dal tipo B al tipo F e per gli esplosivi desensibilizzati. In pratica la fiamma compare su benzina, acetone, alcol denaturato, diluenti e bombolette spray.

GHS03, la fiamma su cerchio

Pittogramma CLP GHS03, fiamma su cerchio

La fiamma sopra un cerchio indica le sostanze comburenti, che da sole non bruciano ma cedono ossigeno e alimentano la combustione di altri materiali. Il simbolo riguarda i gas comburenti (H270, «Può provocare o aggravare un incendio; comburente») e i liquidi e i solidi comburenti. Per questi ultimi le frasi vanno dalla H271, «Può provocare un incendio o un’esplosione; molto comburente», alla H272, «Può aggravare un incendio; comburente». Il pittogramma compare sulle bombole di ossigeno, sulle pastiglie di cloro per piscine e su alcuni concimi a base di nitrato di ammonio.

GHS04, la bombola per gas

Pittogramma CLP GHS04, bombola per gas

La bombola indica i gas sotto pressione, che siano compressi, liquefatti, liquefatti refrigerati o disciolti. La frase H280 avverte che il gas sotto pressione può esplodere se riscaldato, mentre la H281, tipica dell’azoto liquido, segnala il gas refrigerato che può provocare ustioni o lesioni criogeniche. Il pittogramma segnala il contenitore in pressione più che la natura del gas, che può essere inerte come l’azoto o infiammabile come il GPL, il gas di petrolio liquefatto.

GHS05, la corrosione

Pittogramma CLP GHS05, corrosione

Il simbolo del liquido che cola da due provette su una superficie e su una mano indica gli effetti corrosivi. Il CLP lo assegna alle sostanze corrosive per i metalli (H290), alla corrosione della pelle di categoria 1 (H314, «Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari») e alle lesioni oculari gravi (H318). Il pittogramma compare sui disgorganti a base di soda caustica, su alcuni anticalcare acidi, sull’acido cloridrico e sull’ammoniaca concentrata.

GHS06, il teschio e le tibie incrociate

Pittogramma CLP GHS06, teschio e tibie incrociate

Il teschio indica la tossicità acuta delle categorie da 1 a 3, cioè gli effetti gravi di una singola esposizione per ingestione (H300 e H301), per contatto con la pelle (H310 e H311) o per inalazione (H330 e H331). Le frasi parlano di prodotto «letale» nelle prime due categorie e «tossico» nella terza. Il simbolo si trova su alcuni pesticidi e biocidi e sul metanolo, che porta anche la fiamma e il pittogramma del pericolo per la salute.

GHS07, il punto esclamativo

Pittogramma CLP GHS07, punto esclamativo

Il punto esclamativo raccoglie i pericoli per la salute meno gravi. Il simbolo comprende la tossicità acuta di categoria 4, cioè i prodotti nocivi per ingestione, contatto o inalazione (H302, H312 e H332), l’irritazione della pelle (H315) e degli occhi (H319) e la sensibilizzazione cutanea (H317). Si aggiungono l’irritazione delle vie respiratorie (H335) e gli effetti narcotici (H336, «Può provocare sonnolenza o vertigini»). Il CLP lo usa anche per le sostanze che danneggiano lo strato di ozono (H420), come alcuni vecchi fluidi refrigeranti. Il simbolo compare su molti detersivi e detergenti per la casa.

GHS08, il pericolo per la salute

Pittogramma CLP GHS08, pericolo per la salute

La sagoma umana con la stella sul petto indica i pericoli gravi per la salute, spesso legati a esposizioni ripetute nel tempo. Il simbolo riguarda la cancerogenicità (H350 e H351), la mutagenicità sulle cellule germinali (H340 e H341) e la tossicità per la riproduzione (H360 e H361). La sagoma copre anche la sensibilizzazione delle vie respiratorie (H334) e la tossicità specifica per organi bersaglio dopo un’esposizione singola o ripetuta (da H370 a H373). Lo stesso simbolo segnala il pericolo in caso di aspirazione (H304, «Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie»), per cui compare su trementina, benzina e olio per lampade. Anche le schiume poliuretaniche in bomboletta lo riportano, perché contengono isocianati capaci di provocare asma.

GHS09, l’ambiente

Pittogramma CLP GHS09, ambiente

L’albero secco e il pesce morto indicano il pericolo per l’ambiente acquatico. Il CLP assegna il simbolo alla tossicità acuta di categoria 1 (H400, «Molto tossico per gli organismi acquatici») e alla tossicità cronica delle categorie 1 e 2 (H410 e H411, con effetti di lunga durata). Il pittogramma compare su molti pesticidi e biocidi, sulla benzina e sulla trementina.

Quanti pittogrammi su un’etichetta

Un prodotto può avere più pittogrammi, uno per ogni tipo di pericolo. Il metanolo, per esempio, ne porta tre. Per evitare doppioni l’articolo 26 del CLP fissa cinque regole di precedenza. La bomba rende facoltative la fiamma e la fiamma su cerchio, salvo che più di uno di questi simboli sia obbligatorio. Il teschio esclude il punto esclamativo e la corrosione lo esclude per l’irritazione di pelle e occhi. Se il pericolo per la salute dipende dalla sensibilizzazione delle vie respiratorie, il punto esclamativo non si usa per la sensibilizzazione cutanea né per l’irritazione della pelle e degli occhi. La fiamma o il teschio, infine, rendono facoltativa la bombola.

Quando una stessa classe di pericolo porterebbe a più pittogrammi, l’etichetta riporta quello della categoria più grave. L’avvertenza invece compare una volta sola: se c’è «Pericolo», «Attenzione» non si scrive.

Quando il pittogramma non c’è

Alcuni pericoli si comunicano soltanto con l’avvertenza e le frasi H. Questo vale per i gas infiammabili di categoria 2, per gli effetti sull’allattamento (H362) e per le categorie croniche 3 e 4 per l’ambiente acquatico (H412 e H413). Anche gli aerosol di categoria 3 non hanno pittogramma e riportano solo l’avviso che il contenitore pressurizzato può scoppiare se riscaldato (H229).

Non hanno un pittogramma nemmeno le classi di pericolo aggiunte nel 2023 dal regolamento delegato (UE) 2023/707. La prima è l’interferenza endocrina, per la salute umana e per l’ambiente. Seguono le proprietà PBT e vPvB (persistenti, bioaccumulabili e tossiche oppure molto persistenti e molto bioaccumulabili) e le analoghe PMT e vPvM, in cui la mobilità nell’acqua prende il posto del bioaccumulo. Per queste classi l’etichetta riporta le frasi supplementari europee, con il prefisso EUH, da EUH380 a EUH451, insieme all’avvertenza «Pericolo» (o «Attenzione» per gli interferenti endocrini di categoria 2).

Le nuove classi valgono per le sostanze immesse sul mercato dal 1° maggio 2025 e per le miscele dal 1° maggio 2026. Per i prodotti già in commercio prima di quelle date i termini scadono il 1° novembre 2026 per le sostanze e il 1° maggio 2028 per le miscele.

Forma, colori e dimensioni

Il CLP descrive il pittogramma con precisione: un quadrato appoggiato su un vertice, con il simbolo nero su fondo bianco e una cornice rossa abbastanza larga da essere ben visibile (allegato I, punto 1.2.1). Oggi ogni pittogramma deve coprire almeno un quindicesimo della superficie minima dell’etichetta e non può essere più piccolo di un centimetro quadrato. Il regolamento (UE) 2024/2865, che ha riformato il CLP, ha sostituito questa regola con misure minime in millimetri, ma la loro applicazione è stata rinviata due volte. Il regolamento (UE) 2025/2439, il cosiddetto stop-the-clock, l’ha spostata al 1° gennaio 2028. L’Omnibus VI, il pacchetto di semplificazione approvato dal Parlamento europeo il 22 ottobre 2026 e in attesa del voto del Consiglio, la fissa a 18 mesi dalla propria entrata in vigore.

La tabella dell’Omnibus VI lega le misure alla capacità dell’imballaggio. Fino a 3 litri il pittogramma non può essere più piccolo di 10 per 10 millimetri e, se possibile, deve misurare almeno 16 per 16. Oltre i 3 litri i minimi salgono a 23 per 23 millimetri fino a 50 litri, a 32 per 32 fino a 500 litri e a 46 per 46 oltre i 500. Se la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea arriverà tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, le nuove misure varranno indicativamente da metà 2028.

Pittogrammi CLP e simboli del trasporto

Sugli imballaggi si vedono spesso anche le etichette del trasporto stradale di merci pericolose, previste dall’accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose su strada, noto con la sigla ADR. Le etichette ADR sono rombi colorati con il numero della classe di pericolo nell’angolo in basso, diversi dai pittogrammi CLP anche quando il simbolo è lo stesso. L’articolo 33 del CLP evita le ripetizioni: se l’imballaggio esterno (oppure l’unico imballaggio) porta già l’etichetta di trasporto, il pittogramma CLP che riguarda lo stesso pericolo può essere omesso.

Che cosa cambia con l’Omnibus VI

L’Omnibus VI porta i pittogrammi anche fuori dall’etichetta. Oggi l’articolo 48 chiede alle pubblicità di una sostanza pericolosa di indicarne le classi o le categorie di pericolo. Dopo i 18 mesi, ogni pubblicità rivolta al grande pubblico dovrà mostrare il pittogramma applicabile oppure l’avvertenza, insieme all’invito a leggere l’etichetta e le informazioni sul prodotto prima dell’uso. La frase sarà la stessa già prevista per biocidi e fitofarmaci. Le offerte di vendita a distanza rivolte al pubblico, comprese quelle online, dovranno riportare gli elementi dell’etichetta, pittogrammi inclusi.

Le regole sui piccoli imballaggi valgono invece dall’entrata in vigore. Per gli imballaggi interni fino a 10 millilitri, come le fiale dei kit di laboratorio, l’Omnibus VI consente a certe condizioni di omettere quasi tutta l’etichetta, purché quella dell’imballaggio esterno sia completa. Sull’imballaggio interno restano l’identificatore del prodotto e, se applicabili, la bomba, la corrosione, il teschio o il pericolo per la salute. Per un imballaggio interno con dimensioni vincolate dalla sua funzione, come una cartuccia per stampante, gli elementi dell’etichetta potranno passare su un’etichetta digitale dopo 36 mesi; i pittogrammi però resteranno stampati.

In arrivo dal GHS

Il prossimo cambiamento viene dalle Nazioni Unite. Il 17 agosto 2026 la Commissione europea ha notificato all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) la bozza di un regolamento delegato che porta nel CLP le revisioni 8, 9 e 10 del GHS. La Commissione prevede di adottarlo entro la fine del 2026; le nuove regole si applicheranno 24 mesi dopo l’entrata in vigore. Fra le novità c’è la classe delle sostanze chimiche sotto pressione, liquidi o solidi pressurizzati con un gas, che nel GHS si etichettano con la bombola e, se infiammabili, anche con la fiamma. Cambia anche la classificazione degli esplosivi: nel GHS la sottocategoria 2C, quella degli esplosivi meno pericolosi, usa il punto esclamativo al posto della bomba.

Cambia quindi l’assegnazione dei simboli, non i simboli. Dalla prima edizione del GHS, nel 2003, all’undicesima, pubblicata dalla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite il 12 settembre 2025, i pittogrammi di pericolo sono rimasti nove.

Articolo pubblicato il 26 dicembre 2018 e aggiornato il 26 ottobre 2026 con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Riferimenti

Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele (CLP), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 353, 31 dicembre 2008, eur-lex.europa.eu

Commissione europea, Regolamento delegato (UE) 2023/707 che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 per quanto riguarda i criteri e le classi di pericolo, 19 dicembre 2022, eur-lex.europa.eu

Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2024/2865 che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008, 23 ottobre 2024, eur-lex.europa.eu

Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2025/2439 che modifica il regolamento (UE) 2024/2865 per quanto riguarda le date di applicazione e le disposizioni transitorie, 26 novembre 2025, eur-lex.europa.eu

Parlamento europeo, Accordo provvisorio sulla semplificazione di talune prescrizioni e procedure per i prodotti chimici (Omnibus VI), CJ45_AG(2026)790911, 26 giugno 2026, www.europarl.europa.eu

Organizzazione mondiale del commercio, Notifica G/TBT/N/EU/1234 sulla bozza di regolamento delegato che modifica il CLP, 17 agosto 2026, eping.wto.org

Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE), Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche, revisione 11, 12 settembre 2025, unece.org

Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), Pittogrammi CLP, echa.europa.eu

Istituto federale tedesco per la sicurezza e la medicina del lavoro (BAuA), Hazard pictograms and signal words, www.baua.de

Lunghi F., Regolamento CLP: le frasi H, spiegate bene, Tossicologia Regolatoria, www.tossicologiaregolatoria.it

Lunghi F., Chemicals Omnibus VI approvato dal Parlamento: le date vere, regolamento per regolamento, Tossicologia Regolatoria, www.tossicologiaregolatoria.it

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