Studio di mercato sulle schede di sicurezza estese

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Background

Nel corso del 2017 e del 2018, l’ECHA ha condotto sei studi con alcuni partner per capire in che modo le aziende si occupano delle schede di sicurezza estese, di come le utilizzano e di cosa si aspettano da esse. Una scheda di sicurezza estesa contiene un corpo principale di 16 sezioni e gli scenari di esposizione ad esso allegati.

Gli studi hanno coperto diverse fasi della catena di approvvigionamento, dai produttori di sostanze ai formulatori di miscele, così come i distributori e gli utilizzatori di prodotti chimici in Finlandia e in cinque settori industriali che utilizzano sostanze chimiche in Italia. Inoltre, sono state raccolte le opinioni degli ispettori sulle schede di sicurezza estesa e sull’uso potenziale del loro contenuto nella valutazione del rischio sul luogo di lavoro.

Gli studi

Sono state organizzate due serie di interviste aziendali in Finlandia, la prima nella primavera 2017 e la seconda all’inizio del 2018. Alle interviste hanno partecipato 37 aziende, la maggior parte delle quali erano grandi e medie imprese. L’obiettivo era comprendere come le informazioni sulle sostanze e le miscele pericolose stiano attualmente fluendo nella catena di approvvigionamento e in che misura tali informazioni soddisfano le esigenze delle aziende dell’industria metalmeccanica finlandese.

Alla fine del 2017, l’ECHA ha collaborato con cinque associazioni industriali finlandesi a un sondaggio. L’indagine ha completato le interviste e raccolto feedback da 45 società sul flusso di informazioni, su come migliorare la comunicazione della supply chain ed eventuali domande sugli orientamenti e gli strumenti disponibili per supportare le aziende con i loro obblighi REACH e CLP. Le risposte provengono da aziende che operano a diversi livelli della catena di approvvigionamento, comprese piccole, medie e grandi aziende che producono sostanze, formulano miscele, distribuiscono sostanze chimiche o le utilizzano nell’industria metalmeccanica.

Un’indagine sulle imprese italiane è stata svolta anche dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Questo sondaggio ha studiato il flusso e la qualità delle schede di sicurezza estese e come le aziende utilizzano le informazioni sulla scheda di sicurezza nella valutazione dei rischi sul luogo di lavoro. Il lavoro è stato condotto insieme a Federchimica e cinque associazioni che si occupano della lavorazione del legno, del tessile, della carta e del cartone, della concia del cuoio e della plastica e della gomma. Complessivamente, 683 aziende (principalmente di piccole e medie dimensioni) in questi cinque settori hanno completato il sondaggio all’inizio del 2018.

Riepilogo dei risultati 

Negli studi sono stati identificati quattro tipi di sfide.
1. Gli utenti finali non sono pienamente consapevoli dei loro doveri riguardo alle schede di sicurezza estese.
2. Le informazioni non stanno ancora scorrendo come previsto lungo la catena di approvvigionamento e la comunicazione a monte sugli usi è limitata.
3. Le informazioni contenute nelle schede di sicurezza estesa non soddisfano le esigenze dei destinatari.
4. Vi è una mancanza di soluzioni IT che facilitano il trasferimento delle informazioni sullo scenario di esposizione tra aziende.

Dagli studi eseguiti emerge la limitata conoscenza delle aziende sulle schede di sicurezza estesa, i relativi obblighi normativi e il supporto disponibile per le aziende.
In generale, i fornitori di prodotti chimici (soprattutto le grandi aziende) sono ben consapevoli e dotati di risorse per conformarsi. Ciononostante, quasi la metà delle aziende che sono utilizzatori finali dei prodotti in Finlandia e in Italia non ha ricevuto o non ha notato di ricevere una scheda estesa. Tuttavia, gli utilizzatori finali di sostanze chimiche usano principalmente miscele e l’inclusione delle informazioni sullo scenario di esposizione nella scheda di sicurezza della miscela non è ancora una pratica comune.

Un chiarimento sul modo in cui le informazioni sullo scenario d’esposizione dovrebbero essere comunicate nella scheda di sicurezza della miscela dovrebbe essere sviluppato nell’ambito dell’azione di riesame REACH 3. Inoltre, molti utilizzatori finali di sostanze chimiche hanno indicato di non essere a conoscenza degli obblighi relativi agli scenari di esposizione. Ciò indica chiaramente la necessità di continue attività di sensibilizzazione su schede di sicurezza estese nella parte inferiore della catena di approvvigionamento.

L’ECHA ha già pubblicato molto materiale di supporto su schede di sicurezza estese, tra cui semplici guide ed esempi a supporto delle aziende. La maggior parte di queste pubblicazioni è disponibile in 23 lingue dell’UE e può quindi essere facilmente accessibile e utilizzata da qualsiasi stakeholder per sensibilizzare sull’argomento.

Gli studi degli ispettori finlandesi e italiani hanno evidenziato lacune nel flusso della scheda estesa lungo la catena di approvvigionamento. Gli scenari di esposizione ricevuti dalle aziende sono stati notoriamente di lunghezza ragionevole – meno di 30 pagine – ma non sempre raggiungono la parte inferiore della catena di approvvigionamento a causa di difficoltà pratiche (ad esempio dovute a sistemi informatici o traduzioni) nella loro distribuzione. Tuttavia, tutti gli attori della catena di approvvigionamento dovrebbero ricordare che è un obbligo previsto dal regolamento REACH la trasmissione delle informazioni sullo scenario d’esposizione.

Report completo

Pavia, 5 luglio 2019.

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