La mutagenicità sulle cellule germinali, spiegata bene

mutagenicita--Regolamento-CLP

Se volete trovare la definizione di mutagenicità sulle cellule germinali dovete andare nel Regolamento CLP (Regolamento CE N. 1272 del 2008), nell’Allegato I, punti 3.5.

Per mutazione s’intende una variazione permanente della quantità o della struttura del materiale genetico di una cellula.
Il termine «mutazione» designa sia i mutamenti genetici ereditari che possono manifestarsi a livello fenotipico, sia le modificazioni sottostanti del DNA, se note (comprese le modificazioni di specifiche coppie di basi e le traslocazioni cromosomiche).
Il termine «mutageno» designa gli agenti che aumentano la frequenza delle mutazioni in popolazioni di cellule e/o di organismi.

I termini più generali «genotossico» e «genotossicità» si riferiscono ad agenti o processi che modificano la struttura, il contenuto di informazioni o la segregazione del DNA, compresi quelli che danneggiano il DNA interferendo con i normali processi di replicazione o che alterano la replicazione del DNA in maniera non fisiologica (temporanea). I risultati dei test di genotossicità servono in generale come indicatori per gli effetti mutageni.

Criteri di classificazione delle sostanze secondo il Regolamento CLP

Questa classe di pericolo riguarda principalmente le sostanze che possono causare mutazioni nelle cellule germinali umane trasmissibili alla progenie. Tuttavia, per la classificazione delle sostanze e delle miscele in questa classe di pericolo sono presi in considerazione anche i risultati dei test di mutagenicità o genotossicità in vitro e su cellule somatiche di mammiferi in vivo.

Ai fini della classificazione in funzione della mutagenicità sulle cellule germinali, le sostanze sono suddivise nelle due categorie.

CATEGORIA 1:
Sostanze di cui è accertata la capacità di causare mutazioni ereditarie o da considerare come capaci di causare mutazioni ereditarie nelle cellule germinali umane. Sostanze di cui è accertata la capacità di causare mutazioni ereditarie nelle cellule germinali umane.

Categoria 1A:
La classificazione nella categoria 1A si basa su risultati positivi di studi epidemiologici sull’uomo. Sostanze da considerare come capaci di causare mutazioni ereditarie nelle cellule germinali umane.

Categoria 1B:
La classificazione nella categoria 1B si basa su:

— risultati positivi di test in vivo di mutagenicità su cellule germinali di mammiferi, o

— risultati positivi di test in vivo di mutagenicità su cellule somatiche di mammiferi, associati a dati che dimostrano che la sostanza può causare mutazioni nelle cellule germinali. Questi dati supplementari possono provenire da test in vivo di mutagenicità/genotossicità su cellule germinali o dimostrare la capacità della sostanza o dei suoi metaboliti di interagire con il materiale genetico delle cellule germinali, o — risultati positivi di test che dimostrano effetti mutageni in cellule germinali umane, ma non la trasmissione delle mutazioni alla progenie; per esempio, un aumento della frequenza dell’aneuploidia negli spermatozoi dei soggetti esposti.

CATEGORIA 2:
Sostanze che destano preoccupazione per il fatto che potrebbero causare mutazioni ereditarie nelle cellule germinali umane La classificazione nella categoria 2 si basa su:

— risultati positivi di esperimenti su mammiferi e/o in taluni casi di esperimenti in vitro, ottenuti per mezzo di:

— test in vivo di mutagenicità su cellule somatiche di mammiferi, o

— altri test in vivo di genotossicità su cellule somatiche confermati da risultati positivi di test in vitro di mutagenicità.

Nota: Le sostanze che danno risultati positivi in test in vitro di mutagenicità su mammiferi e che presentano un’analogia nella relazione struttura chimica-attività con sostanze di cui è accertata la mutagenicità sulle cellule germinali sono prese in considerazione per la classificazione come sostanze mutagene di categoria 2.

Pavia, 22 giugno 2020.

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