
Dal 2008 l’ECHA ha verificato la conformità di 1952 registrazioni REACH, la maggior parte delle quali con sospette lacune nei dati. Come risultato di tali verifiche è emerso che, nella maggioranza dei casi, erano assenti importanti informazioni sulla sicurezza delle sostanze, quali le informazioni legate alla tossicità dello sviluppo prenatale, alla mutagenicità o alla genotossicità, alla tossicità riproduttiva e alla tossicità acquatica a lungo termine.
Complessivamente, l’ECHA ha inviato 2586 richieste di informazioni ai dichiaranti.
Sono Fabio Lunghi, Chimico con Master in ‘Valutazione e controllo del rischio tossicologico’ all’Università di Pavia. Aiuto le aziende a navigare il complesso mondo della conformità normativa (REACH, CLP, Biocidi) attraverso consulenze mirate, valutazioni del rischio e formazione.